IL METODO MI SUONI UNA STORIA?…


Il metodo per l’apprendimento del pianoforte Mi suoni una storia?… nasce dal desiderio di creare le condizioni per un’esperienza di approccio con la musica e con il pianoforte fresca, accattivante e durevole in cui il giovane pianista si senta il vero protagonista. Per bambini della prima infanzia affrontare i concetti teorici musicali di base rappresenta qualcosa di astratto e lontano dalle competenze proprie dei primi anni di scolarizzazione. Per sfuggire a un sistema di apprendimento più imitativo che basato su una vera comprensione e interiorizzazione dei concetti musicali indispensabili per iniziare a suonare, occorre lavorare su quanto a loro è più familiare: la fantasia. Per questo motivo “Mi suoni una storia?…” propone i contenuti di teoria tradizionali in una chiave fiabesca, che consenta una vera immersione del piccolo musicista nel racconto e una interiorizzazione degli argomenti, in funzione della partecipazione emotiva alle tappe di un racconto musicale. L’approccio teorico si basa sull’applicazione del metodo analogico, efficacissimo per l’apprendimento specie nei più giovani. Le nozioni del solfeggio vengono proposte sempre in analogia ad esperienze ed immagini vicine al vissuto personale dei piccoli musicisti.

Gli elementi della “grammatica musicale” diventano personaggi di un mondo in cui i suoni sono i protagonisti insieme al bambino, toccando le corde che gli sono più familiari: il contatto con la natura, spazi immaginari avvolti nel fiabesco che prendono forma sui pentagrammi. Il ciclo delle stagioni, animali cari all’immaginario infantile e l’empatia con la natura possono suscitare nel giovane pianista  emozioni che lo fanno sentire vero protagonista del suo percorso musicale.

Sul piano strettamente tecnico relativo all’approccio sul pianoforte, si è scelto di procedere con il metodo tecnico che nell’esperienza didattica dell’autrice si è rivelato il più efficace e gratificante, tanto per il maestro quanto per l’allievo. La mano è la protagonista insieme al polso, al braccio e a tutta la parte superiore del corpo, per cercare fin dalle prime note un gesto non meccanico e freddo ma partecipe e consapevole, alla ricerca di un suono caldo, vellutato e rotondo, senza sforzo ma con un accorto uso del peso. Apprendere fin dalla prima lezione questi preziosi concetti aiuterà ad uno sviluppo della tecnica naturale, a sviluppare una corretta postura della mano, restando alla larga da sforzi innaturali che alla lunga possono arrecare fatica e dolore e compromettere il rapporto con lo strumento. I principi tecnici proposti nel repertoio sono quelli teorizzati da Anna Artobolevskaya nel corso del Novecento e diventati fondamento della Scuola pianistica russa. L’approccio iniziale non parte dalla posizione “delle cinque dita”, che irrigidisce la piccola mano del pianista costringendolo a una postura innaturale e che poco sollecita la lettura (il bambino tende con questo sistema per lunghissimo periodo ad affidarsi alla diteggiatura e a non leggere realmente le note). 

Nel metodo qui proposto fin dalle prime battute (letteramente, è il caso di dire) il bambino legge, immerso nella storia relativa alla posizione di ciascuna nota, solfeggia e impara ad orientarsi sulla tastiera, cambiando spesso posizione e diventando consapevole del suo spazio creativo: tutto il pianoforte.

I piccoli racconti che accompagnano il repertorio, in particolare nella prima parte del libro, sollecitano l’immaginazione, aiutano a creare una storia nella mente del bambino e facilitano la memorizzazione. La presenza di immagini, dal tratto volutamente naif ed infantile, realizzati da bambini, arricchisce le storie musicali e stimola la fantasia. L’aspetto tecnico viene trattato in maniera integrata nel repertorio, oltre che nel manuale dedicato alla tecnica e allo sviluppo della mano.

I brani presentati sono abbinati a tracce audio di accompagnamento per lo studio individuale, che fungono da completamento armonico e ritmico e educano con piacevolezza all’uso del metronomo. Le tracce audio inoltre stimolano il bambino nello studio individuale, accompagnandolo tra una lezione e l’altra e spingendo in avanti il raggiungimento degli obiettivi in maniera ludica e divertente.

Il repertorio dell’autrice è arricchito da alcuni brani provenienti dalla “Scuola pianistica russa” e dai suoi maggiori rappresentanti nonché dal repertorio tradizionale, qui antologizzati e  revisionati dall’autrice.

Il metodo è sicuramente rivolto ai bambini fin dalla primissima età scolare (5/6 anni) ma sicuramente è un buon punto di partenza anche per ragazzini un po’ più grandi che si avvicinino al pianoforte per la prima volta, coprendo i primi periodi di studio del pianoforte, dal livello base fino al livello intermedio. Terminato il metodo Mi suoni una storia?… il pianista sarà pronto per passare direttamente al repertorio classico, forte dell’abitudine alla lettura e all’individuazione delle note sulla tastiera e di una solidità di mano che lo rende pronto per nuove sfide tecniche.